Lugol's breast and iodine: are we neglecting one of the possible causes?
Quando una donna scopre un nodulo al seno, il primo pensiero è inevitabilmente la paura. Ed è giusto che sia così, perché ogni nodulo deve essere sempre valutato dal medico attraverso gli accertamenti necessari. Ecografia, mammografia e, quando indicato, biopsia rimangono strumenti fondamentali e insostituibili.
C’è però una domanda che raramente viene posta: perché quel nodulo si è formato?
La medicina è molto brava a diagnosticare le malattie, ma spesso dedica meno attenzione alle possibili cause che le hanno favorite. E tra queste ce n’è una di cui si parla ancora troppo poco: la carenza di iodio. Quando si nomina lo iodio, quasi tutti pensano immediatamente alla tiroide. In realtà questo minerale è indispensabile anche per altri organi e uno di quelli che ne accumula di più è proprio la mammella. Durante la gravidanza e l’allattamento il seno concentra grandi quantità di iodio, segno evidente che questo elemento svolge un ruolo biologico importante.
Negli ultimi decenni numerosi studi hanno evidenziato che una carenza di iodio può rendere il tessuto mammario più sensibile agli estrogeni. Questa maggiore stimolazione ormonale può favorire la comparsa di alterazioni benigne come cisti, fibrosi, noduli e dolore mammario ciclico. Naturalmente non significa che tutti i noduli siano causati dalla mancanza di iodio. Sarebbe una conclusione semplicistica. Significa però che la carenza di questo minerale potrebbe rappresentare uno dei fattori coinvolti e che merita molta più attenzione di quella che riceve oggi. È proprio da queste osservazioni che nasce l’interesse per la soluzione di Lugol, una preparazione conosciuta da quasi due secoli e composta da iodio molecolare e ioduro di potassio.
Questa differenza è tutt’altro che trascurabile.
La tiroide utilizza soprattutto lo ioduro, mentre il tessuto mammario sembra trarre maggior beneficio dallo iodio molecolare. Diversi ricercatori ritengono infatti che sia proprio questa forma ad esercitare gli effetti più importanti sulla mammella. Le ricerche di laboratorio hanno mostrato risultati davvero interessanti. Lo iodio molecolare favorisce la formazione degli iodolipidi, sostanze che aiutano a proteggere le membrane cellulari e contribuiscono all’eliminazione delle cellule danneggiate attraverso il normale processo di apoptosi. Inoltre riduce la proliferazione di diverse linee cellulari di tumore della mammella e modifica l’espressione di alcuni geni coinvolti nella crescita cellulare. Ovviamente questi sono studi eseguiti su cellule o su modelli animali e non possono essere automaticamente trasferiti all’uomo. Tuttavia rappresentano un’importante base scientifica che giustifica l’interesse crescente verso questo minerale.
Ma ciò che colpisce ancora di più sono gli studi clinici condotti sulle donne affette da malattia fibrocistica della mammella. Già tra gli anni Settanta e Novanta diversi ricercatori osservarono che la somministrazione di iodio molecolare era in grado di ridurre il dolore mammario e, in una percentuale significativa di pazienti, anche la consistenza dei noduli e della fibrosi. In alcuni studi circa sette donne su dieci riferirono un netto miglioramento dei sintomi. Le dosi utilizzate erano generalmente comprese tra 3 e 6 milligrammi di iodio al giorno, sempre sotto controllo medico. Anche gli studi sugli animali raccontano una storia molto simile. Nei ratti alimentati con una dieta povera di iodio comparivano alterazioni del tessuto mammario che tendevano a regredire dopo la supplementazione. Sono dati che, pur non essendo definitivi, sembrano indicare una direzione precisa.
Un’altra domanda che molti si pongono riguarda il tumore al seno.
È importante essere chiari. Ad oggi non esistono prove che il Lugol possa prevenire il tumore mammario. Esistono però numerose ricerche sperimentali che mostrano come lo iodio molecolare possa rallentare la crescita di cellule tumorali e favorirne la morte programmata. Alcuni gruppi di ricerca stanno addirittura valutando il suo possibile impiego come supporto alle terapie oncologiche tradizionali. Serviranno però studi clinici moderni e di grandi dimensioni prima di poter trarre conclusioni definitive. Quello che invece possiamo affermare con ragionevole certezza è che lo iodio continua ad essere uno dei nutrienti più sottovalutati della medicina moderna. Lo si considera quasi esclusivamente un minerale della tiroide, mentre le evidenze scientifiche dimostrano che interviene anche nella salute della mammella, delle ovaie, della prostata e di molti altri tessuti.
Questo non significa che il Lugol sia una cura miracolosa o che possa sostituire le terapie mediche. Significa semplicemente che, di fronte a una donna con noduli mammari, cisti o mastalgia ricorrente, forse sarebbe opportuno chiedersi anche se il suo organismo dispone di una quantità sufficiente di iodio.
Le ricerche più recenti, soprattutto quelle condotte negli Stati Uniti, sembrano indicare una strada precisa. Se questi risultati verranno confermati, potremmo scoprire che lo iodio era molto più importante di quanto abbiamo creduto finora e che il suo ruolo nella salute della mammella è stato a lungo sottovalutato.


