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Autohemotherapy and microcirculation

L’autoemoterapia pulisce il microcircolo. Funziona per tante patologie perché tutti gli organi hanno il microcircolo.
Ma cosa è e come funziona il microcircolo?
Il microcircolo è l’insieme delle strutture vascolari più piccole del corpo umano: arteriole, capillari, venule, e in parte anche i vasi linfatici. È attraverso questa rete finissima che avviene il passaggio dell’ossigeno, dei nutrienti, degli ormoni e dei prodotti di scarto tra il sangue e i tessuti. In altre parole, il microcircolo rappresenta il vero e proprio punto di contatto tra la circolazione e le cellule, ed è ciò che permette la vita a livello cellulare. Ogni organo del nostro corpo dipende dalla perfusione sanguigna garantita da questa rete sottile, che non si limita solo a trasportare sostanze ma regola anche la pressione locale, la temperatura, la risposta immunitaria e il drenaggio linfatico. Esistono diversi tipi di microcircolo a seconda del tessuto considerato: quello continuo, tipico del cervello, dei muscoli e dei polmoni, è molto selettivo e filtra con precisione le sostanze; quello fenestrato, presente nei reni e nell’intestino, è più poroso e permette un passaggio rapido di liquidi; il microcircolo discontinuo, come quello del fegato e della milza, ha vere e proprie lacune tra le cellule che consentono il passaggio anche di cellule e macromolecole; infine c’è il microcircolo linfatico, fondamentale per il drenaggio dei liquidi interstiziali e per l’attivazione immunitaria.
Quando il microcircolo si ammala, i danni non restano confinati ai capillari ma si estendono agli organi che da essi dipendono. Le cause del malfunzionamento sono molteplici. Un ruolo centrale è svolto dall’infiammazione cronica e dall’ipercoagulabilità del sangue, che favoriscono la formazione di microtrombi, piccoli coaguli che ostruiscono i capillari e impediscono il passaggio del sangue. Un’altra causa frequente è l’accumulo di fibrina, una proteina prodotta durante i processi di coagulazione, che può depositarsi lungo le pareti vascolari e bloccare la circolazione. La fibrina agisce come una ragnatela che intrappola globuli rossi, piastrine e cellule immunitarie, generando una barriera meccanica alla perfusione. Inoltre, quando le cellule endoteliali che rivestono i capillari si danneggiano — ad esempio per stress ossidativo, diabete, tossine o ipossia — perdono la loro capacità di regolare il tono vascolare e diventano esse stesse promotrici di infiammazione e coagulazione. In questa situazione, il microcircolo si irrigidisce, si infiamma e si ostruisce progressivamente. Ne conseguono una riduzione dell’apporto di ossigeno, una stasi metabolica e, nei casi gravi, la morte cellulare. Organi come il cervello, il cuore, i reni e il fegato sono particolarmente sensibili a questi danni.
Fortunatamente, in molti casi il danno al microcircolo è reversibile. Quando si riesce a rimuovere la fibrina e a ridurre l’infiammazione, i capillari possono tornare a funzionare e gli organi riprendono vitalità. Un approccio che negli ultimi anni ha mostrato grande interesse in questo ambito è l’autoemoterapia. Questa tecnica, che prevede il prelievo e la reiniezione del proprio sangue, stimola una serie di reazioni biologiche tra cui un’attivazione controllata del sistema immunitario e un aumento della produzione di enzimi capaci di degradare la fibrina. In presenza di fibrina accumulata nel microcircolo, l’autoemoterapia contribuisce a scioglierla, migliorando la fluidità ematica e ripristinando la perfusione nei tessuti ischemici. Il miglioramento della circolazione capillare porta con sé una maggiore ossigenazione, una riduzione dei segnali infiammatori, il riassorbimento di liquidi stagnanti e spesso una sorprendente ripresa della funzione d’organo. È stato osservato che quando il microcircolo si riattiva, anche tessuti cronicamente sofferenti mostrano segnali di rigenerazione: il fegato riprende la sua attività detossificante, i reni migliorano la filtrazione, il cervello guadagna lucidità e il cuore aumenta la propria efficienza. Ripulire il microcircolo significa dunque restituire energia e vitalità all’intero organismo, ed è per questo che negli ultimi anni la microcircolazione è diventata un tema centrale in medicina rigenerativa, in angiologia e nelle terapie complementari. In definitiva, prendersi cura del microcircolo è una strategia potente non solo per prevenire le malattie croniche ma anche per stimolare i processi di guarigione profonda dell’intero corpo.
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