Il microcircolo: la base nascosta di molte malattie e il ruolo dell’autoemoterapia nella guarigione
Negli ultimi decenni la medicina ha concentrato gran parte della propria attenzione sugli organi e sulle malattie conclamate, dedicando invece meno interesse a uno dei sistemi più importanti dell’organismo: il microcircolo. Eppure è proprio all’interno dei piccoli vasi sanguigni che si svolgono le funzioni fondamentali per la vita delle cellule. I capillari rappresentano infatti il punto di incontro tra il sangue e i tessuti. È qui che vengono ceduti ossigeno e sostanze nutritive ed è sempre qui che vengono raccolti anidride carbonica, tossine e prodotti di scarto del metabolismo cellulare.
Quando il microcircolo funziona correttamente, ogni cellula riceve il nutrimento necessario per svolgere le proprie funzioni. Quando invece il flusso sanguigno rallenta o viene ostacolato, le cellule iniziano progressivamente a soffrire. La riduzione dell’apporto di ossigeno, nota come ipossia tissutale, rappresenta uno dei primi eventi che possono favorire l’insorgenza di processi infiammatori e degenerativi. Nel tempo si crea un ambiente biologico caratterizzato da infiammazione cronica, accumulo di sostanze tossiche e ridotta capacità di rigenerazione dei tessuti. Molti ricercatori ritengono che numerose patologie croniche siano associate a una compromissione del microcircolo.
Nel diabete mellito, ad esempio, il danno ai piccoli vasi sanguigni è responsabile di molte complicanze, tra cui retinopatia, nefropatia e neuropatia periferica. Anche nel sistema cardiovascolare il microcircolo svolge un ruolo determinante. Esistono infatti pazienti che presentano sintomi di ischemia cardiaca pur avendo arterie coronarie apparentemente normali. In questi casi il problema può essere localizzato nei piccoli vasi che alimentano il muscolo cardiaco.
Nel cervello, alterazioni della microcircolazione sono state associate a deterioramento cognitivo, demenza vascolare, piccoli infarti cerebrali e altre condizioni neurologiche. Problemi del microcircolo possono inoltre contribuire alla comparsa di ulcere croniche, difficoltà di cicatrizzazione, fenomeno di Raynaud, ischemia degli arti inferiori, degenerazione maculare e numerose altre condizioni caratterizzate da una ridotta ossigenazione dei tessuti. Una delle possibili cause di tali alterazioni è rappresentata dalla presenza di fibrina in eccesso, microcoaguli, processi infiammatori persistenti e danni dell’endotelio, il sottile rivestimento interno dei vasi sanguigni.
Quando questi fattori si accumulano, il sangue incontra maggiori difficoltà a raggiungere le aree periferiche dell’organismo. Il risultato è una progressiva riduzione degli scambi nutritivi tra il sangue e le cellule. Per questo motivo risulta fondamentale adottare strategie che contribuiscano a mantenere efficiente il microcircolo. Tra gli approcci utilizzati in medicina integrata vi è l’autoemoterapia semplice. La metodica, come spiegato più volte, consiste nel prelievo di una piccola quantità di sangue venoso che viene immediatamente reiniettata per via intramuscolare senza l’aggiunta di alcuna sostanza. Secondo gli studi del dottor Moura, il medico brasiliano che prima dell’avvento di Internet ha fatto conoscere questa terapia al mondo, il sangue reiniettato agirebbe come uno stimolo biologico in grado di attivare il sistema immunitario e il sistema reticolo-endoteliale, favorendo una migliore capacità dell’organismo di eliminare materiali indesiderati e sostenere i processi di riparazione. Tra gli effetti frequentemente riportati vi sono un miglioramento della circolazione periferica, una maggiore vitalità, una riduzione di alcuni fenomeni infiammatori cronici e una migliore capacità di recupero dei tessuti.
Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici per chiarire con precisione tutti i meccanismi biologici coinvolti, è improbabile che vengano investite ingenti risorse nella ricerca su una metodica che non richiede farmaci, dispositivi costosi o prodotti brevettabili. L’autoemoterapia semplice utilizza infatti esclusivamente il sangue del paziente e necessita soltanto di materiale sanitario di base e di personale qualificato per essere eseguita. Nonostante la limitata disponibilità di studi moderni, numerose osservazioni cliniche e le testimonianze raccolte nel corso di oltre un secolo di utilizzo suggeriscono che il miglioramento del microcircolo possa rappresentare uno degli aspetti più interessanti e promettenti associati a questa pratica.
Il microcircolo costituisce infatti una delle basi più importanti della salute umana, pur essendo spesso trascurato. È attraverso questa fitta rete di capillari che ogni cellula riceve ossigeno, nutrienti, ormoni e tutte le sostanze necessarie al proprio funzionamento. Allo stesso tempo, il microcircolo consente l’allontanamento delle tossine e dei prodotti di scarto generati dal metabolismo cellulare. Quando questa rete funziona in modo efficiente, l’organismo dispone delle condizioni ideali per mantenere salute, energia e capacità di rigenerazione. Al contrario, quando il flusso sanguigno nei piccoli vasi si riduce o si altera, le cellule iniziano progressivamente a soffrire e si crea un terreno favorevole allo sviluppo di infiammazione cronica, degenerazione tissutale e numerose patologie. Prendersi cura del microcircolo significa quindi agire a monte di molti processi patologici, favorendo una migliore ossigenazione dei tessuti, un più efficace smaltimento delle sostanze di rifiuto e una maggiore capacità dell’organismo di attivare i propri naturali meccanismi di riparazione e autoguarigione. In altre parole, migliorare il microcircolo significa creare le condizioni affinché il corpo possa esprimere al meglio le sue straordinarie capacità di mantenere e recuperare la salute.
Uno dei primi casi trattati con l’autoemoterapia senza ozono nel fermano riguardava una persona che sotto covid era stata intubata e non riusciva a fare a piedi più di 10 metri senza avere il fiatone. Dopo tre mesi di autoemoterapia ora riesce a percorrere 11 km in montagna!
L’autoemoterapia ha più di 100 anni… ma è ancora una terapia molto valida che riesce a curare circa 100 patologie senza gli effetti collaterali dei farmaci… con costi vicini allo zero!


