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Artrite: gli studi sul boro mostrano risultati che nessuno si aspettava

Da tempo sono alla ricerca di sostanze semplici, economiche ma in grado di risolvere problemi di salute importanti  delle persone, soprattutto di quelle meno abbienti, che a volte hanno rinunciato a curarsi per problemi economici.
La mia ricerca mi ha portato alla (ri)scoperta dell’autoemoterapia che riesce a curare circa 100 patologie con una semplice iniezione del proprio sangue, lo iodio Lugol, anche questo super economico che riesce lo stesso a curare e risolvere problematiche come problemi ormonali, cisti nei vari organi, cisti e noduli al seno, ovaio policistico, prostata e tanto altro.
L’ultima mia scoperta che ho riportato nell’ultimo mio libro pubblicato riguarda il boro.
Una sostanza semplice, facilmente reperibile, che consente con una spesa sotto ai 20 euro di poter curare diverse patologie per parecchi mesi!
In questo articolo parleremo del boro per la cura dell’artrite, una patologia molto comune in Italia.

Negli ultimi anni questa sostanza ha attirato sempre più attenzione nel mondo della ricerca per il possibile ruolo di supporto nella salute delle ossa e delle articolazioni. Quando si parla di artrite, infatti, si tende spesso a concentrarsi solo sui farmaci antinfiammatori (e i loro effetti collaterali sempre presenti!) o sulle terapie più conosciute, ma esistono anche micronutrienti che sembrano influenzare in modo significativo i processi infiammatori e degenerativi dell’organismo. Tra questi, il boro rappresenta uno degli elementi più interessanti.
L’artrite, sia nella forma osteoartrosica che reumatoide, è una condizione che colpisce milioni di persone e che può compromettere profondamente la qualità della vita. Dolore, rigidità articolare, infiammazione cronica e difficoltà nei movimenti diventano spesso compagni quotidiani. In questo contesto, alcuni studi hanno osservato che persone con un apporto alimentare più elevato di boro tendono ad avere una minore incidenza di disturbi articolari rispetto a popolazioni che ne assumono quantità molto basse.

Il boro è un oligoelemento naturalmente presente soprattutto negli alimenti vegetali come frutta, verdura, avocado, mandorle, prugne secche e uvetta. Anche se non viene ancora considerato “essenziale” secondo tutti i criteri nutrizionali ufficiali, numerose ricerche suggeriscono che partecipi a diversi processi biologici importanti. Uno dei suoi ruoli principali riguarda il metabolismo di calcio, magnesio e vitamina D, elementi fondamentali per mantenere ossa forti e articolazioni sane. Ma ciò che ha maggiormente colpito i ricercatori è la sua possibile azione antinfiammatoria. Alcuni studi hanno evidenziato che il boro può influenzare determinati meccanismi cellulari coinvolti nell’infiammazione cronica, contribuendo a ridurre la produzione di sostanze pro-infiammatorie come TNF-alfa, interleuchine e proteina C-reattiva. In pratica, sembrerebbe aiutare l’organismo a “spegnere” parte di quell’infiammazione persistente che caratterizza molte malattie articolari.

Un dato particolarmente interessante è che in diversi pazienti affetti da osteoartrite e artrite reumatoide sono stati rilevati livelli inferiori di boro nel sangue, nelle ossa e perfino nel liquido sinoviale rispetto ai soggetti sani. Questo non significa automaticamente che la carenza di boro sia la causa della malattia, ma suggerisce comunque un possibile collegamento tra bassi livelli di questo minerale e peggioramento dei processi degenerativi articolari. Le osservazioni epidemiologiche hanno mostrato risultati curiosi. In alcune aree del mondo dove l’assunzione giornaliera di boro è molto bassa, l’incidenza dell’artrite appare decisamente più elevata. Al contrario, nelle popolazioni che introducono naturalmente più boro attraverso l’alimentazione, i casi sembrano essere molto inferiori.

Anche gli studi sugli animali hanno fornito risultati incoraggianti. In modelli sperimentali di artrite, la somministrazione di boro ha mostrato una riduzione dell’infiammazione articolare e un miglioramento di diversi parametri legati al danno articolare. Questo ha rafforzato l’ipotesi che il boro possa avere un ruolo attivo nella modulazione della risposta infiammatoria. Le ricerche cliniche sull’uomo sono ancora limitate, ma alcune hanno evidenziato risultati particolarmente interessanti. Uno degli studi più citati è quello pilota double-blind pubblicato nel 1990 da Travers e collaboratori. In questa ricerca, 20 pazienti affetti da osteoartrite hanno ricevuto 6 mg al giorno di boro sotto forma di tetraborato di sodio oppure placebo per 8 settimane. I risultati mostrarono che il 50% dei soggetti trattati con boro riportò un miglioramento dei sintomi, contro appena il 10% del gruppo placebo. Ancora più interessante è il fatto che, tra i pazienti che completarono lo studio, il 71% del gruppo boro dichiarò benefici significativi, senza particolari effetti collaterali.

Altri studi hanno analizzato il cosiddetto calcio fructoborato, una forma di boro presente naturalmente anche in alcuni vegetali e frutti. Nei pazienti con osteoartrite lieve o moderata, dosaggi compresi tra 6 e 12 mg al giorno hanno mostrato riduzioni del dolore, della rigidità articolare e persino del ricorso ai farmaci antinfiammatori. In diversi casi è stato osservato anche un miglioramento della mobilità e della flessibilità articolare. Alcuni trial hanno inoltre evidenziato una riduzione importante di marcatori infiammatori come la proteina C-reattiva e il fibrinogeno. Anche nell’artrite reumatoide sono emersi dati preliminari degni di nota. Uno studio pilota ha valutato il boro come supporto aggiuntivo all’etanercept, un farmaco biologico utilizzato nelle forme infiammatorie più importanti. I pazienti che assumevano 6 mg al giorno di boro, soprattutto sotto forma di calcio fructoborato, hanno mostrato miglioramenti nei punteggi clinici e una riduzione di TNF-alfa e di altre citochine infiammatorie. In questo studio il calcio fructoborato sembrò offrire risultati migliori rispetto al semplice borace.

Anche altre ricerche di breve durata, con dosaggi compresi tra 1,5 e 6 mg al giorno, hanno riportato una riduzione del dolore al ginocchio e dei marker infiammatori in soggetti con osteoartrite. Nel complesso, i benefici osservati sembrano riguardare soprattutto il dolore, la rigidità articolare e l’infiammazione generale. Va comunque sottolineato che molti di questi studi sono stati condotti su gruppi ridotti di persone e non sempre con metodologie perfette.

I possibili meccanismi attraverso cui il boro potrebbe agire sono molteplici. Oltre alla riduzione dell’attivazione di NF-κB e delle citochine infiammatorie, sembra contribuire alla salute della cartilagine, supportare il metabolismo del collagene e favorire una migliore densità minerale ossea. Alcuni ricercatori ipotizzano anche un’interazione positiva con gli ormoni steroidei e con la vitamina D, entrambi fondamentali per il benessere osteoarticolare. A questo si aggiungono possibili proprietà antiossidanti che potrebbero contribuire a limitare il danno cellulare associato all’infiammazione cronica.

Dal punto di vista della sicurezza, il boro appare generalmente ben tollerato nelle dosi utilizzate nella maggior parte degli studi clinici, solitamente comprese tra 3 e 10 mg al giorno. Tuttavia, esistono popolazioni che assumono quantità molto più elevate senza apparenti effetti negativi. In alcune aree del mondo, come Israele, dove le acque naturali sono particolarmente ricche di boro, l’assunzione quotidiana può arrivare anche a circa 75 mg al giorno attraverso l’acqua potabile, senza che siano stati osservati particolari problemi di salute correlati. Questo suggerisce che la tolleranza al boro potrebbe essere più ampia di quanto spesso si pensi.
È importante evidenziare che il boro non rappresenta una cura miracolosa per l’artrite e non deve sostituire i trattamenti prescritti dal medico. Tuttavia, i dati  disponibili suggeriscono che potrebbe rappresentare un valido aiuto per chi ha problemi di artrite all’interno di un approccio più ampio che comprenda alimentazione corretta, attività fisica, controllo dell’infiammazione e stile di vita sano.

 

Studi principali citati:

Newnham RE. Essentiality of boron for healthy bones and joints. Environmental Health Perspectives, 1994.

Travers RL et al. Boron and arthritis: the results of a double-blind pilot study. Journal of Nutritional Medicine, 1990.

Nielsen FH. Growing Evidence for Human Health Benefits of Boron. Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine, 2011.

Scorei R et al. Studi sul calcio fructoborato e salute articolare.

Li G et al. The Impact of Trace Elements on Osteoarthritis. Frontiers in Medicine, 2021.

Hussain SA et al. Studio sull’utilizzo del boro come supporto nell’artrite reumatoide associato a etanercept.

Office of Dietary Supplements (NIH). Boron Fact Sheet, aggiornamento 2022.

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