Il minerale dimenticato che potrebbe aiutare la prostata: cosa dice davvero la scienza su boro e PSA
Negli ultimi anni un oligoelemento poco conosciuto sta attirando l’attenzione della ricerca scientifica per i suoi possibili effetti sulla salute metabolica e ormonale dell’uomo. Si tratta del boro, un minerale naturalmente presente in molti alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, legumi e frutta secca. Sebbene per molto tempo sia stato considerato semplicemente un oligoelemento nutrizionale minore, numerosi studi hanno iniziato a suggerire che il boro possa svolgere un ruolo biologico più ampio di quanto si pensasse, influenzando il metabolismo minerale, l’infiammazione, il sistema ormonale e diversi processi cellulari. Negli ultimi vent’anni alcuni ricercatori hanno iniziato a esplorare anche il possibile legame tra boro e salute della prostata, in particolare per quanto riguarda il rischio di patologie prostatiche e l’andamento del PSA, il marcatore biologico più utilizzato per monitorare la prostata.
Uno degli studi più discussi su questo tema è stato pubblicato nel 2004 da Cui e colleghi e ha analizzato l’assunzione alimentare di boro in un gruppo di uomini con tumore alla prostata confrontandola con quella di soggetti sani. I risultati hanno mostrato che gli uomini che assumevano più boro nella dieta presentavano un rischio significativamente più basso di sviluppare tumore alla prostata, con una riduzione del rischio che in alcuni casi arrivava fino a circa il sessanta per cento rispetto a chi ne consumava quantità minori. Questo risultato ha attirato molta attenzione perché suggeriva che l’assunzione di boro nella dieta potesse essere associata a un ambiente metabolico meno favorevole allo sviluppo della malattia prostatica.
Parallelamente agli studi epidemiologici alcune ricerche di laboratorio hanno cercato di capire come il boro possa agire direttamente sulle cellule prostatiche. Un lavoro pubblicato sempre nel 2004 da Gallardo-Williams e collaboratori ha studiato l’effetto dell’acido borico su cellule di carcinoma prostatico umano coltivate in laboratorio e i ricercatori hanno osservato che la presenza di boro era associata a una riduzione della proliferazione delle cellule tumorali e a un’interferenza con alcune vie metaboliche coinvolte nella crescita cellulare. Anche se si tratta di risultati ottenuti in laboratorio e non direttamente nell’organismo umano, questo tipo di osservazioni ha contribuito a rafforzare l’ipotesi che il boro possa avere un ruolo biologico nella regolazione dei processi cellulari che interessano la prostata.
Un altro filone di ricerca riguarda il possibile effetto del boro sull’infiammazione sistemica. L’infiammazione cronica è infatti considerata uno dei fattori che possono contribuire allo sviluppo di alterazioni prostatiche e all’aumento del PSA. Uno studio clinico pubblicato nel 2011 da Naghii e colleghi ha esaminato gli effetti della supplementazione di boro su diversi parametri biologici nell’uomo e ha osservato che l’assunzione di boro era associata a una riduzione di alcuni marcatori infiammatori, tra cui la proteina C-reattiva e il TNF-alpha. Questi risultati hanno portato alcuni ricercatori a suggerire che il boro potrebbe contribuire a creare un ambiente biologico meno infiammatorio e quindi potenzialmente più favorevole alla salute della prostata.
Un ulteriore aspetto interessante riguarda l’interazione tra boro e sistema ormonale. La prostata è infatti un organo particolarmente sensibile agli ormoni steroidei e diversi studi hanno suggerito che il boro possa influenzare il metabolismo di testosterone, estradiolo e SHBG, cioè la proteina che regola la disponibilità degli ormoni sessuali nel sangue. Alcune ricerche hanno evidenziato che il boro può influenzare l’utilizzo di estrogeni, testosterone e vitamina D oltre a ridurre alcuni biomarcatori infiammatori come la CRP e il TNF-α, fattori biologici che sono collegati anche alla fisiologia della prostata.
Nel corso degli anni diverse revisioni scientifiche hanno cercato di riassumere l’insieme delle ricerche disponibili sul boro. Tra le più citate ci sono le review di Nielsen e quelle di Pizzorno, che hanno evidenziato come il boro sia un elemento biologicamente attivo capace di influenzare numerosi processi fisiologici tra cui il metabolismo minerale, la regolazione ormonale, la risposta infiammatoria e la funzione cellulare. Secondo queste analisi il boro non può essere considerato una cura per le malattie della prostata, ma potrebbe contribuire a sostenere alcuni meccanismi biologici che favoriscono l’equilibrio metabolico dell’organismo.
Un aspetto particolarmente interessante è che il boro si trova naturalmente in molti alimenti comuni e una dieta ricca di alimenti vegetali può fornire quantità significative di questo minerale. Tra gli alimenti più ricchi di boro troviamo le prugne secche con circa 2,7–3 mg per 100 g, l’uvetta con circa 2–2,6 mg per 100 g, le mandorle con circa 2,5–2,8 mg per 100 g, le nocciole con circa circa 2 mg per 100 g, e l’avocado con circa 2 mg per 100 g. Anche frutti comuni come mele e pere forniscono circa 0,3–0,5 mg per 100 g, mentre tra i legumi ceci e lenticchie contengono mediamente 0,7–1 mg per 100 g. Altri alimenti come arachidi, uva, pesche e fagioli apportano quantità moderate comprese tra 0,3 e 1 mg per 100 g. In generale una dieta ricca di frutta e verdura può fornire tra 1 e 3 mg di boro al giorno.
Oltre all’assunzione alimentare esistono anche integratori che permettono di assumere dosaggi più concentrati di boro, spesso da 3 mg fino a 10 mg per capsula, facilmente reperibili in farmacia, parafarmacia, negozi di nutrizione o su piattaforme online specializzate. Questi integratori sono disponibili su marketplace come Amazon, su siti internazionali di integratori come iHerb oppure su negozi europei di nutrizione sportiva e salute naturale. Molte formulazioni offrono capsule da 10 mg di boro per dose, spesso sotto forma di boron chelate o boron citrate, pensate per un’assunzione quotidiana semplice e standardizzata.
La ricerca scientifica su boro e prostata è ancora in evoluzione e molti studi sono di dimensioni limitate oppure basati su modelli sperimentali. Tuttavia l’insieme dei dati disponibili suggerisce che questo oligoelemento potrebbe avere un ruolo interessante nel sostenere alcuni processi biologici collegati alla salute metabolica e prostatica. Proprio per questo motivo il boro continua a essere oggetto di crescente attenzione nella ricerca nutrizionale e medica.
Studi scientifici citati
Cui Y., Winton M.I., Zhang Z.F., Rainey C., Marshall J., De Kernion J.B., Mack T.M. Dietary boron intake and prostate cancer risk – Oncology Reports, 2004
Gallardo-Williams M.T. et al. Boric acid inhibits prostate cancer cell proliferation – Toxicological Sciences, 2004
Naghii M.R. et al. Comparative effects of daily and weekly boron supplementation on plasma steroid hormones and inflammatory markers – Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, 2011
Nielsen F.H. Growing evidence for human health benefits of boron – Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine, 2011
Nielsen F.H. Update on human health effects of boron – Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, 2014
Pizzorno L. Nothing Boring About Boron – Integrative Medicine, 2015
Rondanelli M. et al. Pivotal role of boron supplementation on bone health – Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, 2020
Biţă A. et al. New insights into boron essentiality in humans and animals – Nutrients, 2022
Disclaimer
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