Riduzione dei radicali liberi e regressione dell’aterosclerosi
Quello che molti medici continuano a ripetere sul colesterolo è solo una parte della storia. Il vero problema che spesso danneggia le arterie è un altro: l’ossidazione.
Questo articolo è rivolto soprattutto agli uomini dai 40 anni in su e alle donne in menopausa. Non è un caso: con l’avanzare dell’età il rischio cardiovascolare aumenta sensibilmente e l’infarto rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte nel mondo.
Molte persone scoprono improvvisamente di avere arterie parzialmente o gravemente ostruite, magari dopo un esame cardiologico o, purtroppo, dopo un evento cardiaco. In quel momento la spiegazione che viene quasi sempre fornita è la stessa: il colesterolo.
Per decenni questo messaggio è stato ripetuto come un disco rotto da gran parte della medicina di base e da molti cardiologi: il colesterolo LDL sarebbe il grande nemico da combattere.
In realtà la questione è molto più complessa.
Il vero problema non è il colesterolo in sé, ma le LDL ossidate.
Quando le lipoproteine LDL subiscono un processo di ossidazione diventano molto più aggressive per le pareti delle arterie. Sono proprio queste LDL ossidate che penetrano nella parete arteriosa, attivano l’infiammazione e favoriscono la formazione delle cosiddette cellule schiumose, uno dei primi stadi della placca aterosclerotica.
A questo si aggiunge un altro fattore spesso sottovalutato: la calcificazione delle arterie, che rende i vasi sanguigni più rigidi e meno elastici.
Ma cosa provoca l’ossidazione delle LDL?
Il principale responsabile sono i radicali liberi.
Cosa sono i radicali liberi
I radicali liberi sono molecole instabili e molto reattive che si formano continuamente nel nostro organismo. Possiamo immaginarli come piccole scintille chimiche che, quando diventano troppe, iniziano a danneggiare cellule, proteine e grassi presenti nel corpo.
Una certa quantità di radicali liberi è normale e fa parte dei processi biologici. Il problema nasce quando la loro produzione diventa eccessiva e supera la capacità dell’organismo di neutralizzarli. Quando questo accade si crea quello che viene chiamato stress ossidativo.
Diversi fattori della vita quotidiana possono aumentare la produzione di radicali liberi:
lo stress cronico
il fumo
l’inquinamento
una cattiva alimentazione
il consumo frequente di fritture
i cibi cucinati con olio cotto ad alte temperature
i cibi industriali ricchi di grassi ossidati
Quando i radicali liberi aumentano, le LDL possono ossidarsi più facilmente e diventare molto più pericolose per le pareti delle arterie.
Una premessa personale
Queste riflessioni non nascono per caso.
Ho iniziato a studiare queste materie nel 2009, dopo aver avuto un infarto. In quel momento mi sono reso conto che la medicina ufficiale, basata quasi esclusivamente su statine e protocolli farmacologici standard, non stava affrontando il problema alla radice.
Da allora ho iniziato a studiare queste tematiche in modo approfondito.
Il risultato di quelle ricerche è stato il libro che ho pubblicato nel 2010, Come sono riuscito a guarire il cuore dopo un infarto e tornare a vivere una vita normale, oggi disponibile su Amazon insieme alla nuova edizione aggiornata e ampliata pubblicata lo scorso anno.
Io non parlo per sentito dire.
Studio queste materie da oltre quindici anni perché ho dovuto farlo per salvarmi la vita.
Nel tempo ho osservato che molti pazienti che seguivano le terapie farmacologiche standard continuavano a peggiorare o sviluppavano altre patologie.
Un esempio molto chiaro è stato quello di uno zio, purtroppo deceduto nel 2022. Dopo un infarto aveva iniziato ad assumere circa cinque farmaci. Nel giro di pochi anni quei farmaci erano diventati dodici. Ogni volta il medico ne prescriveva di nuovi per compensare gli effetti collaterali o i problemi causati da quelli precedenti.
Il caso di mio zio è stata la dimostrazione concreta di un problema che molti ignorano.
I farmaci possono essere fondamentali nelle fasi acute e subito dopo un evento cardiaco, ma se nel tempo non si interviene sulle cause reali del problema si rischia di entrare in un circolo vizioso in cui si aggiungono nuovi farmaci per correggere gli effetti collaterali dei precedenti.
Per questo motivo ho iniziato a studiare le vere cause metaboliche e biologiche delle malattie cardiovascolari.
Nel mio libro mostro questo percorso attraverso decine di analisi del sangue effettuate nel corso degli anni e attraverso lo studio di numerosi lavori scientifici sugli integratori.
Grazie a questo lavoro sono riuscito progressivamente a sostituire i farmaci, intervenendo sulle cause reali del problema e non semplicemente sui sintomi.
La cosa sorprendente è che esiste una quantità enorme di studi scientifici pubblicati su queste sostanze naturali, eppure la medicina ufficiale continua in gran parte a ignorarle.
Come misurare radicali liberi e LDL ossidate
Oggi esistono esami specifici che permettono di valutare lo stress ossidativo.
I radicali liberi possono essere misurati con due test:
d-ROMs test
BAP test
Il primo misura il livello di radicali liberi presenti nell’organismo, mentre il secondo valuta la capacità antiossidante del sangue.
Nonostante la loro importanza, questi esami non vengono generalmente coperti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Anche le LDL ossidate possono essere misurate con un esame del sangue specifico, ma anche questo test raramente viene passato dal SSN.
Come valutare davvero lo stato delle arterie
Se una persona inizia ad avere carotidi parzialmente occluse, è importante capire anche qual è lo stato delle arterie coronarie, cioè quelle che portano il sangue al cuore.
Uno degli esami più completi per farlo è l’angiotac coronarica con mezzo di contrasto.
Questo esame permette di vedere:
le occlusioni delle arterie coronarie
la percentuale di stenosi
la presenza di calcificazioni
È però fondamentale rivolgersi a centri specializzati o ospedali dove lavorano cardiologi realmente esperti.
I mitocondri e l’invecchiamento cardiovascolare
Negli ultimi anni la ricerca ha scoperto che molte malattie croniche sono legate al funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule.
Quando i mitocondri funzionano male, la produzione di radicali liberi aumenta.
Questo può favorire:
l’ossidazione delle LDL
il danno alle pareti arteriose
l’infiammazione cronica
la formazione delle placche
Per questo motivo migliorare la funzione mitocondriale è oggi considerato uno degli approcci più promettenti per proteggere il sistema cardiovascolare.
Il ruolo degli integratori
Uno dei sistemi antiossidanti più importanti dell’organismo è il glutatione, spesso definito il master antioxidant.
Il glutatione neutralizza i radicali liberi, protegge i mitocondri e rigenera altri antiossidanti.
Il glutatione è formato da tre aminoacidi: cisteina, glicina e glutammato. La glicina è quindi una componente essenziale della sua sintesi.
Diversi studi hanno dimostrato che la combinazione di NAC e glicina può aumentare la produzione di glutatione.
Anche il probiotico Lactobacillus fermentum ME-3 può contribuire a migliorare il bilancio ossidativo dell’organismo.
Boro e iodio
Tra i micronutrienti che possono contribuire al controllo dello stress ossidativo troviamo anche il boro, un oligoelemento che aiuta a modulare l’infiammazione e a sostenere diversi enzimi antiossidanti.
Anche lo iodio, utilizzato a basse dosi nella forma di Lugol, può contribuire alla neutralizzazione di alcune specie ossidanti.
PQQ e ubiquinolo
Il PQQ è una molecola molto studiata perché stimola la biogenesi mitocondriale, cioè la formazione di nuovi mitocondri.
Quando il PQQ viene associato all’ubiquinolo, la forma attiva del coenzima Q10, si ottiene un effetto ancora più interessante.
Il PQQ stimola la formazione di nuovi mitocondri, mentre l’ubiquinolo migliora l’efficienza energetica di quelli già presenti.
Per questo motivo l’associazione tra PQQ e ubiquinolo è considerata da molti ricercatori uno dei modi più efficaci per sostenere la funzione mitocondriale e ridurre lo stress ossidativo.
Calcificazioni arteriose e vitamina K2
Un altro problema spesso sottovalutato è la calcificazione delle arterie.
La vitamina K2 MK-7 attiva una proteina chiamata Matrix Gla Protein che aiuta a impedire la deposizione di calcio nei vasi sanguigni.
Per questo motivo la vitamina K2 è particolarmente importante nelle persone con calcificazioni vascolari.
Autoemoterapia e salute delle arterie
Un’altra pratica che negli anni ha attirato l’attenzione di diversi medici è la autoemoterapia classica, cioè la reiniezione intramuscolare di una piccola quantità di sangue prelevato dal paziente stesso.
Secondo diverse esperienze riportate nel tempo in Brasile e in Italia, quando questa pratica viene effettuata con continuità per periodi di 8-12 mesi, può essere associata a un miglioramento della situazione delle arterie carotidi, con una riduzione delle placche osservabile tramite ecografia.
Poiché i meccanismi dell’aterosclerosi sono simili nei diversi distretti vascolari, alcuni medici ritengono che un miglioramento a livello delle carotidi possa riflettersi anche sulle arterie coronarie.
Quando l’autoemoterapia viene affiancata da strategie mirate alla riduzione dello stress ossidativo, come l’utilizzo degli integratori descritti in questo articolo, l’obiettivo è quello di agire contemporaneamente su più fattori biologici che contribuiscono alla formazione delle placche.
In conclusione possiamo dire che quando si studiano davvero i meccanismi biologici delle malattie cardiovascolari emerge una realtà molto diversa da quella che viene spesso raccontata.
Il problema non è semplicemente il colesterolo.
Il problema è l’ossidazione delle LDL, lo stress ossidativo, l’infiammazione cronica e la calcificazione delle arterie.
Comprendere questi meccanismi significa cambiare prospettiva.
Significa passare da una medicina che interviene solo sui sintomi a un approccio che cerca di intervenire sulle cause reali del problema.
È esattamente il percorso che ho iniziato dopo il mio infarto e che continuo a studiare ancora oggi.
Condivido queste informazioni perché credo che ognuno abbia il diritto di capire come funzionano davvero le cose, per poter fare scelte consapevoli sulla propria salute.
Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario qualificato. Qualsiasi integrazione o strategia nutrizionale dovrebbe essere valutata insieme al proprio medico, soprattutto in presenza di patologie cardiovascolari o terapie farmacologiche.


