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Il potenziale risparmio economico con l’autoemoterapia

Se l’autoemoterapia fosse adottata dalla sanità italiana, cambierebbe tutto. In ogni città potrebbero nascere centri gestiti da infermieri preparati, pronti a praticarla a chiunque lo desideri. I risultati sarebbero sotto gli occhi di tutti: meno malattie, pronto soccorso non più intasati, costi sanitari abbattuti, risparmi enormi per lo Stato. La salute tornerebbe ad essere un bene reale, non un privilegio.

E allora perché non si fa? Perché c’è di mezzo il business della malattia. Perché ammalarsi conviene a chi guadagna miliardi sulle spalle dei malati. Perché un cittadino sano non porta profitti, mentre uno malato diventa cliente a vita di farmaci e terapie infinite.

Non si tratta di un’invenzione improvvisata né di una “stupidaggine”, come alcuni medici ignoranti – ignoranti nel senso che non conoscono questa pratica – cercano di far credere. L’autoemoterapia ha oltre cento anni di storia medica e compare in diversi testi autorevoli di medicina del secolo scorso. È stata abbandonata non perché inefficace, ma perché funzionava e non costava nulla. Ed è proprio per questo che, con l’avvento del lucro sui malati, l’hanno fatta sparire dai manuali universitari, cancellandone ogni traccia ufficiale.

La verità è scomoda, ma va detta: la sanità potrebbe guarire le persone, ma troppo spesso preferisce mantenerle dipendenti. Guardiamo cosa è successo a quei medici che hanno osato proporre cure alternative per il cancro o altre patologie: messi a tacere, screditati, distrutti. Una fine ingiusta, ma rivelatrice.

Non possiamo più accettare che la salute venga trasformata in merce. Non possiamo più permettere che il denaro conti più della vita. L’autoemoterapia è un esempio concreto di come si potrebbe fare sanità vera, economica, efficace, alla portata di tutti.
In Brasile nel 2007 si viveva una situazione simile alla nostra. Funzionava, non costava nulla e danneggiava il business dei farmaci. Venne vietata dall’Ordine dei Medici. Il risultato? La gente iniziò a organizzarsi. La sera nei quartieri poveri veniva insegnato a fare prelievi e iniezioni di sangue.
Ora in Brasile ci sono gruppi facebook di autoemoterapia con più di 150.000 iscritti.
Se uno non trova un infermiere si organizza per imparare a farsela da solo.
E’ diventato un fenomeno popolare talmente grande che l’Ordine dei Medici non può più contenerla.
Spero che questo avvenga presto anche in Italia!

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