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AUTOEMOTERAPIA PER IL RECUPERO DEI PAZIENTI ONCOLOGICI



Quando ho visitato per la prima volta il gruppo facebook di autoemoterapia brasiliano, uno dei primi post/testimonianza che ho letto è stato quello di una persona di una certa età che teneva ferma la leucemia da 15 anni facendo da solo autoemoterapia ogni sette giorni!
Questa è stato il “colpo di fulmine” che mi ha fatto capire le potenzialità di questa semplice terapia.
Su un blog brasiliano ho letto di altre testimonianze dove addirittura tre persone sono guarite da forme leucemiche.
In questo post parleremo del grande aiuto che può dare l’autoemoterapia per il recupero di pazienti oncologici debilitati dalla chemio.
A scanso di equivoci evidenzio che l’autoemoterapia non è una panacea, una cura definitiva, ma una terapia che aiuta, specie se utilizzata in sinergia con integratori o farmaci.
Nel nostro caso una persona debilitata da cicli di chemio ha un sistema immunitario massacrato. Premesso che sono contrario a questa terapia ma per chi finisce nel vortice delle cure oncologiche con tutti i danni che comporta, l’autoemoterapia potrebbe essere la luce in fondo al tunnel.

L’autoemoterapia può rappresentare un valido sostegno per i pazienti provati dalla chemioterapia, soprattutto per quanto riguarda il recupero del sistema immunitario e delle energie vitali. Uno degli effetti più interessanti di questa pratica è la stimolazione immunitaria: reiniettando nel muscolo il proprio sangue, si genera una sorta di “allarme biologico” che spinge l’organismo a reagire attivando le difese. Questo processo potrebbe rivelarsi particolarmente utile nei casi in cui la chemio abbia danneggiato gravemente la produzione di globuli bianchi, aiutando così a ripristinare la capacità dell’organismo di difendersi da infezioni e malattie.

Un altro aspetto riportato da molti pazienti è la riduzione della stanchezza cronica, uno dei sintomi più debilitanti dopo i cicli di chemio. L’autoemoterapia sembra contribuire a restituire energia, migliorare il tono muscolare e dare una sensazione generale di maggiore vitalità, il che si traduce in una migliore qualità della vita.

Dal punto di vista detossificante, alcuni approcci naturopatici sostengono che questa tecnica aiuti a eliminare le scorie accumulate nel corpo, inclusi i residui tossici dei farmaci chemioterapici. Il miglioramento del funzionamento del fegato e degli altri organi preposti alla depurazione interna potrebbe rendere il recupero più rapido e meno faticoso.

Un ulteriore beneficio riguarda la regolazione della risposta infiammatoria. In alcuni casi, l’autoemoterapia ha mostrato di poter attenuare infiammazioni persistenti o latenti, spesso presenti nei pazienti oncologici anche dopo la fine dei trattamenti ufficiali.

Infine, non va trascurato il supporto psicofisicoche molti pazienti sperimentano. Alcuni riferiscono un miglioramento dell’umore, maggiore serenità e una rinnovata capacità di affrontare il percorso di guarigione. Questo benessere mentale, che si accompagna a un senso di forza interiore ritrovata, può avere un impatto molto positivo anche sul piano fisico.

Nota: Il Dr. Moura consigliava, nei casi in cui un organismo è compromesso, di effettuare l’autoemoterapia ogni 5 gg e non ogni 7. In questo modo i macrofagi restano sempre al massimo proteggendo l’organismo. In pratica si mantengono artificialmente le difese immunitarie alte.

https://autohemoterapia-por-doutor-luiz-moura.blogspot.com/2017/10/autohemoterapia-na-recuperacao-de-cancer-por-Ruy-Laranja.html

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